Lo scopo principale del
lavoro è quello di verificare se
sia possibile mettere a punto un sistema
semplice e non invasivo per la vaccinazione
di pesci di allevamento contro malattie
comuni come le vibriosi da Vibrio anguillarum.
A tale scopo è stato studiato un
sistema contenente alcuni punti di innovazione
che lo rendono tecnologicamente avanzato.
In particolare è da considerare innovativa
la contemporanea combinazione di tre elementi:
| a) |
la preparazione per uso
orale; |
| b) |
la combinazione di una microcapsula
di alginato e chitosano; |
| c) |
l’associazione di lisozima all’antigene. |
Il lisozima ha dimostrato
di essere in grado di potenziare le risposte
immunitarie in organismi ai quali la molecola
è stata somministrata per via orale,
sia sotto forma di compressa sia addizionata
al cibo. Posto che le più comuni
modalità di vaccinazione pongono
un problema operativo, in quanto quelle
che meglio riescono sono quelle parenterali,
la ricerca è volta a valutare l'effetto
del lisozima in un sistema semplice dove
sia l'antigene (Vibrio anguillarum inattivato)
sia l'immunopotenziante (lisozima) vengono
somministrati per via orale. Lo scopo ultimo
è quindi quello di mettere a punto
una formulazione granulare (microcapsula)
da aggiungere ai comuni mangimi per alimentazione
usati in ittiocoltura.
A tale scopo il lavoro è stato svolto
in collaborazione con l'istituto Zooprofilattico
delle Tre Venezie. La collaborazione ha
permesso di ottenere dall’Istituto Zooprofilattico
delle Tre Venezie il materiale antigenico
studiato, e di monitorare continuamente
l’avanzamento dei lavori alla luce delle
esperienze pluriennali che l’Istituto Zooprofilattico
delle Tre Venezie ha nel campo della zootecnia
e dell’ittiopatologia. D’intesa con l’Istituto
Zooprofilattico delle Tre Venezie è
stato quindi scelto di:
| a) |
identificare l’antigene
migliore tra preparazioni di componenti
cellulari o di microorganismi inattivati
con diverse procedure; |
| b) |
operare su un
modello sperimentale di mammifero,
tenendo conto che l'uso di piccoli
mammiferi, quali i roditori di laboratorio,
è più agevole ed in
considerazione del fatto che numerosi
dati sperimentali suggeriscono una
consistente somiglianza tra il sistema
immunitario dei pesci e quello dei
mammiferi; |
| c) |
validare il modello
sperimentale cercando di mettere a
punto i parametri più significativi
indicatori dell'effetto farmacologico
dell’antigene e del lisozima sul sistema
immunitario. |
Lo studio è stato
suddiviso in due parti. La prima parte è
consistita in uno studio in vitro di selezione
dei serotipi antigenici più attivi
su colture primarie di cellule immunocompetenti.
La seconda parte è stata rivolta
invece alla messa a punto della microcapsula
ed alla validazione del modello murino per
gli studi di vaccinazione orale.
Il
progetto in dettaglio (11,104kb,
VALSIPAVren1.doc in
formato zip).