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Comunicazione
Studio GcMAF-FranchiEffetti di GcMAF sulla crescita del tumore primario, sullo sviluppo delle metastasi e sulla sopravvivenza in un modello murino di carcinoma mammario

Alcuni mesi fa si è rivolto al Prof. Sava, ordinario di farmacologia all’Università di Trieste e Direttore Scientifico della Fondazione Callerio Onlus di Trieste, il dott. Fabio Franchi, medico all’Ospedale Maggiore di Trieste, proponendo uno studio congiunto su un preparato che aveva suscitato il suo interesse. Il prof. Sava, ha accolto la sua proposta e, con il coinvolgimento del personale della Fondazione Callerio Onlus, ha cominciato ad affrontare la preparazione del progetto di ricerca e la lunga e farraginosa arrampicata burocratica che una ricerca che utilizza animali vivi comporta.
Una ricerca ovviamente va finanziata. Come? Non certo dall’Università, che con i tempi che corrono si dibatte in penose ristrettezze, né da questa Fondazione, le cui risorse finanziarie sono già tutte impegnate. Quindi il dott. Franchi ha convinto un certo numero di suoi conoscenti a contribuire privatamente raccogliendo così una somma sufficiente a coprire i costi vivi della ricerca stessa (topi da laboratorio, materiali e reagenti).
Dopo aver avviato le pratiche burocratiche, ricevuto il benestare del Comitato Etico e della struttura per la sperimentazione animale del nostro Ateneo, mentre eravamo in attesa dell’autorizzazione alla sperimentazione animale da parte del Ministero competente, il dott. Franchi ha manifestato tutta la sua insoddisfazione sull’operato sin qui svolto. Una insoddisfazione così pronunciata da indurci a rinunciare allo studio concordato, trovando inaccettabile la continuazione di una collaborazione fondata sul sospetto di una nostra mancata correttezza e su rapporti che non tengano in considerazione regole basilari quali “cortesia”, “rispetto reciproco” e “buona educazione”.
Questo fatto ci ha procurato una grande amarezza. In tanti anni di ricerche, con collaborazioni nazionali ed internazionali, lavori su commissione per enti pubblici e aziende private italiane e straniere, questa è la prima volta che decidiamo di porre fine ad una collaborazione per motivi indipendenti dalla natura scientifica della ricerca stessa. Eravamo disposti a investire, e lo abbiamo fatto in questi mesi, le nostre risorse umane senza nulla pretendere per esse se non la pura copertura dei costi del “materiale” necessario per la sperimentazione.
Riguardo i fondi raccolti al fine specifico di una ricerca che non è stato possibile portare a termine, e che sono stati tenuti accuratamente separati, su richiesta del dott. Franchi sono stati versati sul conto “Deutsche Bank – IBAN IT32S0310402200000000821474” intestato a “Fabio Franchi fondo restituzione”. Tutto il materiale da lui ricevuto e le distinte delle donazioni trasmesse da Unicredit, nel rispetto delle regole della privacy per tutelare l’anonimato dei donatori, sono stati rimessi nelle sue mani.
Il Prof. Sava e la Dr. Bergamo, rispettivamente responsabile scientifico e responsabile esecutiva dell’esperimento, hanno comunicato al Ministero competente la loro decisione di rinunciare a questi ruoli.

Ringraziamo qui tutti coloro che in buona fede hanno contribuito con una donazione a questo studio e ci scusiamo con loro per la situazione che nostro malgrado si è venuta a creare.

 

Prof. Gianni Sava
Direttore Scientifico



 

 

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