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Carlo
Callerio nasce ad Albonese, in provincia di
Pavia, il 3 aprile 1901.
Quarto di sette figli di un farmacista, appartiene
ad una famiglia benestante di proprietari terrieri.
Si laurea in medicina a pieni voti e lode all'Università
di Pavia e ottiene l'abilitazione alla professione
medica presso l'Università di Padova. Nel corso
della sua carriera è assistente, fra
gli altri, del prof. Emilio Veratti, allievo
del premio Nobel Golgi. Nei primi anni '30 frequenta
il prestigioso istituto Pasteur di Parigi e
l'istituto di Igiene di Berlino.
Nel 1933 è costretto ad abbandonare la carriera
universitaria per non aver aderito al partito
fascista. In conseguenza di ciò dal 1933
al 1947 rivolge la sua attività di medico e
di ricercatore all'industria farmaceutica, continuando
le sue ricerche con i pochi mezzi a disposizione.
Dal 1936 la vita privata e l'amore per le ricerche
del prof. Callerio vengono condivise dalla sua
consorte, la signora Dirce Babudieri,
triestina, sorella del prof. Brenno, noto microbiologo
di fama mondiale ed uno dei più accesi fautori
della Facoltà Medica giuliana.
Nel 1947 fonda a Milano, assieme a un chimico,
il dott. Ferrari, la SPA (Società Prodotti Antibiotici)
di cui diviene anche il responsabile scientifico.
Inizialmente grazie al brevetto per l'uso farmacologico
di un enzima scoperto da sir Alexander Fleming,
il lisozima, la società da lui fondata raggiunge
importanza e fatturato notevoli, che tuttora
mantiene.
Nel 1963 il prof. Callerio lascia la SPA di
Milano e, in accordo con la moglie, si trasferisce
a Trieste con l'idea di impiantare un piccolo
laboratorio per continuare in proprio quelle
ricerche che appassionavano entrambi. Individuano
il sito alle pendici del Monte Fiascone, sopra
il Castelletto dell'Università.
Avvicinatosi all'ambiente scientifico triestino
diventa (a 63 anni) assistente volontario presso
l'istituto di Biochimica, diretto da prof. De
Bernard, allora ubicato in un appartamento in
uno stabile di via del Lazzaretto Vecchio. Siamo
a metà degli anni '60. Trieste chiede l'assegnazione
della Facoltà Medica. Quando già le iscrizioni
sono state avviate, il Rettore Origone riceve
una lettera dal Ministero della Pubblica Istruzione
che lo diffida dall'iniziare l'anno in mancanza
di spazi adeguati. Il prof. Callerio, venuto
a conoscenza di queste difficoltà, non soltanto
si rivolge personalmente al Ministero per chiarire
i reali motivi di uno stop così inatteso (pressioni
perché tale facoltà venisse assegnata ad un
altro Ateneo?), ma garantisce con i suoi mezzi
la costruzione dell'attuale Fondazione che porta
il nome suo e di sua moglie, e la ristrutturazione
di due palazzine vicine che, tranne due modesti
spazi, vengono locate all'Università a prezzi
simbolici, consentendo di superare l'impasse
burocratico.
Continua quindi a lavorare ininterrottamente
come direttore e come ricercatore presso la
Fondazione ed in stretta collaborazione con
l'Università, dando il suo apporto costruttivo
di medico e di scienziato sino all'ultimo.
Muore il 30 luglio 1999 lasciandosi dietro un
profondo, genuino rispetto per il suo valore
come uomo e come scienziato, e questa Fondazione
intesa a continuare degnamente l'opera da lui
intrapresa.
La signora Dirce, che ha continuato a prestare
attivamente la sua opera presso la Fondazione
sino a pochi anni fa, muore il 1 settembre 2002.
Per sua precisa volontà le ceneri, come
già quelle del prof. Callerio, sono state
tumulate in un loculo che si trova nel muraglione
del giardino della Fondazione.
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